Tieni in forma il tuo Cuore

Questo secondo articolo segnala una opportunità per prendersi cura del proprio cuore. A Rimini Domenica 26 Settembre in piazza Cavour dalle ore 10:00 alle 18:00  ha sede l’iniziativa “Tieni in forma il tuo cuore” che celebra in tutta Emilia-Romagna il primo mese del cuore

LA PARTECIPAZIONE E’ GRATUITA E NON E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE PER TUTTI GLI OVER 45.

In piazza troverete un truck (clinica mobile) e due gazebo messi a disposizione dalla Regione, dove un equipe di professionisti della sanità praticherà tre diversi tipi di check-up:

  1. Dosaggio glicemia e colesterolo (semplice prelievo di una goccia)
  2. Misurazione pressione arteriosa e indice massa corporea (BMI)
  3. Screening della fibrillazione striale asintomatica

Il cittadino riceverà una valutazione del proprio livello di rischio cardiovascolare, calcolata con l’algoritmo computerizzato della carta di rischio. A fine seduta è possibile ricevere consigli da parte del cardiologo: i soggetti più a rischio verranno invitati a contattare il proprio medico e, in caso di patologia riscontrata, verrà garantita una visita presso la cardiologia di riferimento del territorio. Inoltre momenti di educazione alla prevenzione cardiovascolare, grazie all’intervento di medici e infermieri che si occuperanno di sana alimentazione, attività fisica e stop al fumo. Istruttori di rianimazione cardiovascolare certificati dall’American Heart Association daranno lezioni sull’uso del defibrillatore.

L’assessore regionale alle Politiche per la salute Raffaele Donini presenta l’iniziativa: “Investire nella prevenzione e nell’informazione , non solo ci permette di combattere le malattie cardiovascolari, ma garantisce anche un miglioramento della qualità della vita e aiuta così la sostenibilità del nostro sistema sanitario, riducendo il numero di prestazioni necessarie. Portare le cliniche mobili nelle piazze di tutte le principali città è un modo per ottenere il massimo coinvolgimento”

E ALLORA FACCIAMOCI COINVOLGERE

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Italia e nel mondo. Da un’analisi della popolazione italiana per fattori di rischio, emerge un quadro piuttosto preoccupante: il 18% degli italiani è iperteso, ci sono 10 milioni di fumatori, 3 milioni e 200.000 diabetici e 6 milioni di obesi. Spiega il Dott. Pierpaolo Tarzia, cardiologo dell’unità di Cardiologia Clinica dell’IRCCS Policlinico San Donato l’importanza della prevenzione e come la maggior parte degli eventi cardiovascolari è evitabile attraverso una buona attività preventiva. Per questo è fondamentale conoscere il proprio rischio cardiovascolare. Per rischio cardiovascolare si intende la possibilità di avere un episodio cardiovascolare avverso nei successivi 10 anni. La Società Europea di Cardiologia nel 2016 ha fornito un sistema che permette di suddividere i pazienti in quattro categorie di rischio: basso, medio, alto e molto alto.

La prima visita cardiologica ha un ruolo cruciale per stimare questo rischio e definire gli accertamenti più appropriati da eseguire e la loro periodicità – spiega il dott. Tarzia. In linea generale, è raccomandato ripetere la stima del rischio ogni 5 anni.

Di seguito sono elencate le tappe seguenti all’appuntamento riminese: 2 Ottobre PARMA, 3 Ottobre PIACENZA, 9 Ottobre FORLI’, 10 Ottobre IMOLA

Buona cura a tutti 

Christian

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Avrò Cura di Te

L’articolo si ispira ad una intervista alla dott.ssa Giselle Cavallari (psicologa IOR) pubblicata sull’ Informatore 127 dove si evidenziano i disturbi legati alla pandemia. Sono in aumento ansia, depressione, disturbi alimentari, stress post-traumatico, difficoltà delle madri nel gestire la didattica a distanza e casi di violenza domestica.

L’ottimismo con il passare dei giorni è diminuito e si è allontanata l’illusione che il COVID sia una minaccia transitoria.

Ma ogni cambiamento legato ad una crisi genera nuove opportunità. Gli eventi traumatici generano fratture che sta a noi decidere di riparare.

La dottoressa Cavallari puntualizza come “ lo scenario di paura del COVID-19 ci porta a preoccuparci: al contrario dovremo allenarci ad “occuparci”, nel senso di prendersi cura, di noi stessi e di chi ci circonda prendendo il buono da una esperienza che ci ha insegnato comunque come sia importante a volte ritagliarci i nostri spazi, ascoltare i nostri bisogni, avere maggior riguardo dello stato di salute nostro e degli altri, sfruttare le possibilità che le nuove tecnologie ci offrono per agevolare la nostra vita”.

Le stesse tecnologie che hanno permesso di attuare online un servizio di psiconcologia per restare vicini a tutte le persone incapaci di superare i problemi generati dall’ondata epidemica. L’esperienza è stata talmente positiva da decidere di ampliare il servizio introducendo “volontari adeguatamente formati, che su ogni sede potranno rispondere telefonicamente con un numero dedicato a chi ha bisogno non solo, o non per forza, di assistenza psicologica, ma anche di semplice calore umano”

Nasce “Avrò Cura di Te” che mette in primo piano le relazioni umane e la forza curativa della parola.

La dottoressa tiene a precisare come il lockdown ha frastornato il volontariato, quasi amputandolo del proprio ruolo di solidarietà e questa espropriazione di identità ha generato in molte persone un senso di inutilità.

“Avrò Cura di Te” svolge quindi un doppio ruolo: si prende cura del benessere delle persone e garantisce che il valore aggiunto del volontariato non venga disperso.

I numeri del servizio sono reperibili su internet, ma anche se non vi sentite volontari nati e non siete ancora pronti a indossare la tuta da supereroi; ognuno di noi può realmente nel suo piccolo contribuire a questa splendida idea. Non trasformandosi in psicologi ma donando calore umano attraverso attenzione, un sorriso, un abbraccio, una chiacchierata, la semplice presenza, facendo la spesa alla vicina anziana. Fare il possibile per creare una rete di contenimento per persone che spesso si sentono isolate e in balia di informazioni non sempre precise. 

Sicuramente il bombardamento di informazioni non è utile se la persona poi si sente abbandonata a se stessa. E’ necessario tornare ad una comunicazione più lineare, basata su rilevanze scientifiche comprovate che non alimenti false illusioni.

Anche la Scienza ha il suo compito: tornare guida autorevole ed evitare a causa delle false speranze di perdere credibilità nei confronti del cittadino alimentando situazioni sociali esplosive.

BUONA CURA A TUTTI

Christian

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